Un percorso poliedrico, il mio.

Convinta che la mia strada sia quella della letteratura, conseguo un Dottorato europeo in Arte e Poetica con una tesi sulla riscrittura di Medea in Pasolini e Christa Wolf : grazie ai quattro anni di ricerca mi sposto per l’Europa, studiando e lavorando tra la Francia, la Germania e ovviamente l’Italia. Il percorso binazionale mi permette di confrontarmi continuamente con metodi e culture differenti, e mi rendo conto sempre più che l’unico modo per crescere è quello di ampliare i propri orizzonti, non solo mentali.

Ecco perché nel 2012 parto come volontaria in un progetto ambientale in Giappone (prefettura di Shimane) e a gennaio 2013 decido di partecipare al percorso formativo organizzato dalla fondazione CRT, “Talenti per l’impresa”, acquisendo le competenze per redigere un business plan e presentare un’idea imprenditoriale di fronte a un pubblico di venture capitalist. Qui scopro che il mondo delle start up mi affascina, e che in fondo alcuni strumenti del profit sono fondamentali e necessari anche nel non profit.

Già, perché con la fondazione di Lunethica prima, e di LetWomen poi, il mio mondo è ormai questo: grazie all’associazione vinco il premio Barilla per i Giovani, e inizia così un nuovo percorso nel mondo del fundraising.

Quasi per caso torno in università, collaborando con la Fondazione Ricerca e Talenti all’attivazione del primo progetto di crowdfunding, esperienza che proseguo poi con Rete del Dono e con altri piccoli progetti culturali, fino ad approdare alla Fondazione Ricerca Molinette come responsabile fundraising e comunicazione.
Credo che il fundraising vero sia fatto dall’incontro con le persone, dal “metterci la faccia”: mi piace pensare che sia uno degli strumenti attraverso cui costruire relazioni durature, sulla base della trasparenza e dell’impegno.