Fundraising Day 2015: le pagelle di RaccontaFondi

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Fundraising Day: uno di quegli appuntamenti a cui non puoi mancare per mille motivi. Noi di RaccontaFondi ci siamo andate, abbiamo incontrato molti colleghi e, una volta tornate a casa, abbiamo pensato che non poteva mancare una riflessione su questa prima edizione, sperando che ce ne siano tantissime altre in futuro! Siete pronti per le nostre pagelle?

Fundraising Day: le pagelle

Apertura e chiusura dei lavori: se si toglie la bella serata con gli ex Alumni non si può dire che ci sia stata una vera e propria apertura della giornata. Forse le aule del Teaching Lab non potevano far stare i 400 partecipanti, ma ci è mancato un momento di saluto generale, sia all’inizio sia alla fine della giornata. Certo, come da mail ci aspettavamo una giornata informale, e così è stato, però siamo certi che si può migliorare ancora! Voto: 7. Avanti!

Volontari e staff: Loro sono il vero cuore pulsante della giornata. Preparati, presenti, sempre con il sorriso sulle labbra. Senza di loro non ci sarebbe il Fundraising Day, e ancora una volta, come già al festival, la loro presenza si conferma insostituibile. Voto: 10. Preziosi.

Scelta del tema: come sempre al passo coi tempi, per la prima edizione è stato scelto il tema del Digital Fundraising. Un argomento che chiede sempre più spazio all’interno delle discussioni tra colleghi e che merita una giornata intera di riflessione. Sito, blog, Facebook, Twitter, Instagram, e-mail e chi più ne ha più ne metta. Forse una giornata è troppo poca per affrontare tutti gli argomenti, ma gli spunti ci sono stati. Consiglio: perché non dividere le sessioni in “principianti” e “avanzati”, in modo da orientare ulteriormente i partecipanti? Aspettiamo con curiosità il tema del 2016 e per il momento assegniamo un 8. Sul pezzo. 

Relatori: fare di tutta l’erba un fascio forse ha poco senso, ma non ci sembrava il caso di dividere tra relatori italiani e stranieri. (Qui, se non ci sei stato, puoi vedere il programma delle sessioni del Fundraising Day). Nel complesso ogni intervento ha avuto il suo interesse, ma nel digital – così come in tanti altri campi del fundraising – il rischio di chiamare persone che lavorano per grandi nomi (Save the Children, ActionAid, Change.org, tanto per fare alcuni esempi) è che manchi il terreno di confronto con chi quotidianamente si trova a lavorare con piccole o medie realtà. Se il meccanismo di storytelling può essere lo stesso, infatti, i grandi numeri di Analytics, Google Grants, e i test di direct mail hanno difficoltà a calarsi nelle nostre realtà. Sarebbe forse stato interessante chiedere a un social media strategist che lavora in una piccola ONP (e che magari ne è anche fundraiser!) come riesce a creare engagement, buzz e lead – tanto per parlare digitalese – usando gli stessi strumenti delle Big ma con meno risorse, tempo e ovviamente soldi. 7. Teorici

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Organizzazione: Niente da dire su aule, capienza, video e audio, accoglienza. Purtroppo i tempi erano serrati ma 45 minuti per mangiare sono stati davvero pochi, sopratutto se uno dei motivi principali per cui si partecipa a giornate come questa è la possibilità di fare networking. Perché non finire più tardi (alle 18?) e lasciare mezz’ora in più per il pranzo? Voto: 8. Migliorabile.

Sponsor: tolto Change.org, che era presente con una sessione, gli altri non sono pervenuti. Era forse troppo mettere un banchetto espositivo, ma poteva essere una buona occasione anche per loro per fare networking. Consiglio: perché non sfruttare il momento della consegna del pranzo, che siete stati così gentili da offrirci? Così magari, in pausa caffè,  uno tornava per fare due chiacchiere… Bella l’idea di Mydonor di mandare una mail a fine giornata comunque! Voto: 6. Distratti.

Partecipanti: entusiasti, dinamici, pronti a prendere appunti, fare domande e confrontarsi davanti alla macchinetta del caffè. I fundraiser si confermano persone che vogliono aggiornarsi, fare rete, partecipare e portarsi a casa utili spunti e ispirazioni concrete per il loro lavoro. Peccato non aver potuto salutare tutti, ma il tempo è stato davvero poco. Voto: 9. Insuperabili.

In conclusione questa prima edizione del Fundraising Day si porta a casa la certezza di aver visto giusto, sia nella scelta del tema sia nel rispondere al desiderio dei fundraiser di incontrarsi e confrontarsi tra loro. Ci sono margini di miglioramento, ma quale prima edizione non li ha? Il prezzo contenuto ha reso possibile a tanti colleghi di partecipare a una giornata come questa, e tornare alle proprie realtà dopo gli incontri, gli stimoli e le ispirazioni delle ore passate insieme è qualcosa per cui non possiamo che ringraziare il prof. Melandri e tutto il suo staff! Ci rivediamo nell’edizione del Fundraising Day 2016!

 

 

Una risposta

  1. A nome di Marco Cecchini vi ringrazio per la segnalazione sugli sponsor e segnalo anche che myDonor Italia sarebbe stata felice di poter essere presente anche con Stand informativo per poter dare tutte le informazioni in merito ai servizi integrati per promuovere il WEB insieme alle soluzioni software di myDonor.
    Sarà certamente per la prossima volta.

    Un carissimo saluto da parte nostra e mia e complimenti per l’analisi che ho molto apprezzato e che condivido in ogni suo punto.

    Julia

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