Donatori di talento: il fundraising incontra il cinema

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Avete sempre coinvolto i vostri volontari solo per coprire i turni al banchetto di Natale o per far confezionare loro centinaia di bomboniere solidali?
Ricordate che trovare qualcuno disposto a dare una mano alla vostra associazione non è così impossibile: con un pizzico di fantasia e di coraggio potete coinvolgere in modo diverso nuove persone, motivate a donarvi il loro tempo e il loro talento.

Vi raccontiamo come Alessandra La Palombara, Responsabile della raccolta fondi di BolognAIL, Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma, ha sviluppato insieme al suo staff un progetto originale per promuovere una maggiore sensibilizzazione sulla Mission di AIL.

Esplorare mondi nuovi

Alessandra, con BolognAIL avete varcato i confini di un mondo con cui il fundraising si relaziona ancora poco: quello del cinema. Come è nata questa idea e quali erano le vostre esigenze quando avete deciso di lanciare il concorso “Take… Action!”?

Tante spinte importanti hanno dato vita al nostro Concorso “Take… Action!”, rivolto ai giovani videomaker non professionisti di tutta Italia e al quale, dal 2011, lavoro con la mia collega Elisabetta Castellari. Fra i tanti input, l’aspirazione di rafforzare e arricchire l’identità e la visibilità di AIL attraverso messaggi che rispecchino il preziosissimo punto di vista dei giovani creativi; il desiderio di coinvolgere le nuove generazioni nel Volontariato; la passione per tutta l’arte e per il cinema in particolare; la predisposizione che ci contraddistingue per l’avventura, che ci porta ad uscire dagli schemi per far percorrere ad AIL strade nuove, facendo conoscere l’Associazione a nuovi target che, altrimenti, non riusciremmo a raggiungere!

Tra gli strumenti di comunicazione multimediale, lo spot è sicuramente tra quelli con i costi maggiori. In che modo la formula da voi ideata viene incontro all’esigenza di far quadrare il bilancio? La vostra esperienza può essere un modello positivo da “copiare”?

“Take… Action!” dà carta bianca ai videomaker e le caratteristiche tecniche richieste attraverso il bando del Concorso sono semplici. In questo modo, chiunque disponga di un qualsiasi strumento in grado di realizzare video può partecipare al Concorso. Nella valutazione, le Giurie che si sono avvicendate negli anni hanno sempre apprezzato il lato tecnico dei lavori, ma hanno premiato soprattutto le idee, l’ispirazione e le emozioni che gli spot sono stati in grado di suscitare. Candidando i propri spot al Concorso, i videomaker cedono ad AIL i diritti dei loro video; in cambio, tutti gli spot ricevono visibilità e i vincitori sono premiati con possibilità di lavoro retribuite, occasioni di formazione prestigiose e, addirittura, con esperienze sul set di Registi famosi.

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Conoscere i bisogni della propria ONP

Con il concorso “Take.. Action!” agite su due fronti indispensabili per ogni piccola e media ONP: la necessità di fare rete con il territorio da una parte e la volontà di sensibilizzare chi non fa parte della cerchia di amici e pazienti, già legata alla causa, dall’altra. Quale di questi due obiettivi di lungo termine incide maggiormente sulla raccolta fondi?

La nostra è una scelta precisa: la raccolta fondi della nostra AIL parte sempre dalla Sensibilizzazione. Puntare sulla Sensibilizzazione è un investimento per noi importantissimo perché ci occupiamo sì di fundraising, ma crediamo con passione nella cultura del dono che è possibile solo attraverso la conoscenza profonda, da parte dei Sostenitori, di ciò che un’Associazione come la nostra realizza.
“Take… Action!” è uno dei progetti di AIL che di più ci aiuta a fare Sensibilizzazione e a rinvigorire l’identità di AIL: ciascuna sfaccettatura e ambito di azione del Concorso ha il suo efficace effetto sulla raccolta fondi.

Ozpetek

Un buon testimonial è già un Major Donor 

Il Presidente della Giuria che decreta lo spot vincitore è spesso un regista di successo. Secondo la tua esperienza, il mondo del cinema può essere un buon bacino per trovare grandi donatori o i fundraiser si devono “accontentare” di testimonial?

Il Testimonial è un Volontario quindi è un Major Donor. “Take… Action!” ne ha avuti di fantastici: Lucio Dalla, Pupi Avati, Silvio Soldini, Paolo Baratta, Samuele Bersani, Raphael Gualazzi, Gabriele Salvatores e Ferzan Özpetek! Chiunque diventi Testimonial dona quanto ha di più prezioso: il proprio tempo per capire quale causa stanno abbracciando e la propria immagine su cui sono puntati i riflettori e l’attenzione di un pubblico che queste persone hanno lavorato sodo per avere con sé. Spostando quei riflettori sull’Associazione o includendola nel proprio “occhio di bue”, i testimonial donano quanto di più prezioso fa parte del loro mondo. A partire da questo, ai Testimonial si può sempre proporre di diventare Sostenitori anche attraverso contributi in denaro o diventando Ambasciatore della nostra Mission fra la rete di conoscenze che chi è famoso può avere (e molto tutto questo succede in modo spontaneo), ma al di là di ogni proposta ulteriore… chi è Testimonial dona già tantissimo!

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