Perché le ONP dovrebbero avere un blog

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Questo post non è un post.
O meglio, lo è ma è allo stesso tempo una lettera di motivazione e una dichiarazione d’amore.
Mi spiego meglio: sono una delle 348 persone che sta provando ad essere ammessa all’ottava classe di SQcuola di Blog, il primo master a distanza gratuito (!) in social media marketing e bloggin. L’iter di selezione è piuttosto duro, e i criteri di valutazione richiedono anche una lettera di motivazione. Ecco quindi svelato l’arcano numero uno: questo post sarà anche il luogo in cui spiegare, ai tipi di SQcuola di Blog e al mondo intero, perché credo che scegliere me possa essere una buona idea.

L’arcano numero due si spiega con il detto “prendere due piccioni con una fava”: volevo scrivere da tempo un post su quanto fosse importante avere un blog per le piccole e medie organizzazioni non profit, e colgo quindi al volo lo spunto. Il tempo è denaro, no?

 

brand-non-profitParto da una premessa: Lunethica l’associazione di cui sono presidente, fundraiser e tuttofare, è nata proprio con un blog. Era il 2012, e una sera di febbraio mi sono messa in testa che il modo migliore per convincere le donne a parlare di ecomestruazioni fosse proprio quello di farlo attraverso dei post, semplici ma diretti, in cui parlare direttamente del tema. Un anno dopo è nata l’associazione, abbiamo iniziato a cucire assorbenti da portare in India e in Nepal, e ci siamo rese conto che nonostante gli eventi sul territorio, nonostante il passaparola, le persone ci scoprivano soprattutto grazie al blog e al gruppo Facebook “Donne con la coppetta”. Abbiamo scoperto che nonostante la nostra inesperienza eravamo riuscite a crearci la nostra nicchia, pur con i pochi mezzi a disposizione, e tutto questo solo grazie al mondo dei social. Ovvio che il lavoro da fare è ancora tanto, e questo è uno dei motivi per cui vorrei partecipare al master: perché Lunethica è una delle cose più care che ho al mondo, e deve diventare sempre più bella e grande!

Eppure, l’esempio di Lunethica è una mosca bianca nel mondo del non profit. In questi giorni, pensando a questo post, mi sono guardata virtualmente in giro e ho trovato solo pochi esempi davvero degni di essere citati: primo fra tutti quello di Italia-Uganda Onlus. E sapete perché?

  • perché è aggiornato (l’ultimo post, nel momento in cui scrivo, data 04.05.15)italia-uganda
  • perché non è solo un elenco di news: si raccontano anche eventi molto semplici, come il matrimonio del fotografo della missione, creando subito un bel sentimento di empatia e complicità con il lettore/donatore.
  • Perché è vero: si percepisce, dietro le righe, la voce di un’organizzazione che cerca il dialogo, che non è chiusa in un “Noi”.
  • Perché ha un volto: scrivono persone, con tanto di nome e cognome, aumentando il senso di comunità e partecipazione

Avrei voluto fare altri esempi, ma non ne ho trovati di altrettanto degni: ci sono blog che si definiscono tali ma finiscono per fare un lungo elenco di “dove e quando”, altri che non vengono aggiornati da mesi, altri che sembrano scritti come comunicati stampa… Certo, magari la pagina Facebook o Twitter è più attiva e vivace ma io credo – lo credo veramente! – che gli strumenti vadano integrati il più possibile, e che il blog per un piccolo ente non profit possa essere il mezzo giusto per dialogare e farsi conoscere. E se pensate che per alcuni enti questo non sia possibile, vi invito a guardare sipuodiremorte.it il blog di Infine Onlus, curato da Marina Sozzi, che ha dimostrato in modo eccellente la possibilità di usare un blog per parlare di temi molto duri da affrontare!)

Insomma, come scrivevo prima, la mia è una vera dichiarazione d’amore. Credo inoltre che, da un punto di vista professionale, una volta dimostrata l’utilità di questo strumento, la capacità di gestire un blog (e in genere i canali social) sia una carta utilissima da giocare in un mondo in cui la comunicazione e il fundraising si intrecciano sempre più spesso.

Questo perché, favorendo l’empatia e il coinvolgimento, anche la donazione diventa un gesto più naturale, fatto con fiducia: colleghi fundraiser, cosa ne pensate? Le associazioni con cui lavorate hanno un blog? Lo usano, lo curano, lo amano? Avete blog da segnalarmi?

Da parte mia, oltre a Lunethica, sto cercando di capire se c’è la possibilità di usare il mondo dei social per due organizzazioni non profit con cui collaboro da poco, fortemente radicate nel territorio piemontese: la prima è una fondazione ospedaliera di Torino (con tutte le dinamiche legate alla divulgazione scientifica, al mondo accademico e a quello della sanità in generale), la seconda è un gruppo di gattare troppo simpatiche che operano in Piemonte da anni, ma che necessitano di un bell’intervento digitale. Insomma, una bella sfida, che le competenze acquisite grazie alla SQcuola di Blog mi aiuteranno a superare – spero!

(ps. Nella lettera di motivazione avrei dovuto anche indicare se sarò in grado di seguire il corso fino in fondo: la mia risposta è sì, e non vedo l’ora.)

 

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