Festival del Fundraising 2017: qualche consiglio

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Siamo a meno uno dal Festival del Fundraising 2017, eppure quest’anno c’è qualcosa di diverso nell’aria. Sarà che siamo alla decima edizione (la mia quinta!), sarà che ho una sessione da preparare e sono emozionata, sarà che per la prima volta arrivo con una stanchezza incredibile addosso, ma davvero quest’anno c’è qualcosa di diverso nei giorni che precedono il festival. Ecco perché ho pensato di condividere con voi alcune cose che non vorrei assolutamente perdermi (anche se so già che sarà così), sperando che siano utili sopratutto a chi viene al Festival del Fundraising per la prima volta!

Consiglio 1: le sessioni

Avete sicuramente ricevuto la mail con l’invito a pre-iscrivervi alle sessioni ma – lo so io e lo sapete voi – molte di queste verranno scelte un po’ all’ultimo, cambiando idea e cambiando sala pochi minuti prima dell’inizio. Il mio consiglio, in generale, è di non farvi conquistare solo dal nome del relatore: provate a seguire un percorso che risponda in qualche modo ai vostri bisogni di formazione, alle vostre lacune, al vostro desiderio di confronto. E ricordatevi la realtà con cui vi scontrate ogni giorno. E’ bellissima una sessione sul DEM ma se lavorate in un’organizzazione che a malapena vi fa mandare dieci lettere in un anno, forse è meglio se vi concentrate su altro, no?

Consiglio 2: uscite dal guscio

Lo dico a chiunque mi chieda del Festival del Fundraising: la parte più importante sono gli incontri al di fuori delle sessioni formative. Io per prima, sopratutto il primo anno, mi fermavo a parlare sopratutto con i miei compagni di master, con i miei ex professori, eppure il consiglio che vorrei darvi è di fare proprio il contrario. Uscite dalla vostra comfort zone e prendete il coraggio di presentarvi a quel fundraiser di cui avete letto il libro, di cui avete seguito un incontro: è una professione che conta pochi “divi” e moltissima disponibilità per cui approfittatene! Io l’anno scorso ho parlato con Abigail Disney, per esempio, e quest’anno baccaglierò spudoratamente Rob Woods, perché il suo libro The Fundraiser who wanted more mi è piaciuto un sacco e voglio chiedergli due o tre cosette.

Consiglio 3: prendete appunti

Io odio prendere appunti. Preferisco ascoltare, e fare i disegnini sul bordo dei foglio. Peccato, però, che quando ritorno a casa, carica di suggestioni e spunti nuovi, alla fine me ne ricordi solo la metà. Sicuro, ci sono le slides, ma le idee e le illuminazioni che vi attraversano la mente durante il Festival del Fundraising sono tante, e dovete fermarle al volo prima che scompaiano. Tenere un bloc-notes vi aiuterà anche a segnare nomi e indirizzi, se come me finite puntualmente per dimenticare i biglietti da visita a casa, sul tavolo della cucina, magari vicino alle chiavi (hem…)festival-fundraising-17-2

Consiglio 4: parlate con i fornitori

Che noia, eh? Vero. Alla fine, loro vogliono vendervi qualcosa e voi, forse, non avrete mai il budget per affrontare la spesa che vi proporranno. Ma almeno vi sarete fatti un’idea. Magari l’anno prossimo cambierete ONP, o avrete un piccolo tesoretto da spendere. Magari per la campagna di Natale vi servirà proprio quel gadget, o deciderete di far partire la vostra prima DEM. Ho perso giornate intere a cercare fornitori, e vi assicuro che – anche se non sono tutti al Festival del Fundraising – può valere la pena perdere qualche momento con loro. Ah, se li fate ubriacare non fanno sconti, sapevatelo.

Consiglio 5: prendete posizione

Questo è sicuramente il consiglio più impopolare che potessi darvi, lo so. Però non possiamo far finta di niente: stiamo attraversando un momento in cui la politica, le istituzioni, la società parlano del non-profit e decidono per il non-profit, e ignorare quanto sta succedendo potrebbe essere una scelta di cui pentirsi, presto o tardi. Al Festival del Fundraising avrete l’occasione di ascoltare alcune discussioni a mio avviso fondamentali: da quella sulla riforma del Terzo Settore del preparatissimo Carlo Mazzini agli incontri più informali di Assif (trovate anche me, per il Gruppo Piemonte, anche se non so ancora quando!). Se anche non avete ancora la vostra idea in merito, ascoltate e interrogatevi. Come fundraiser siamo chiamati a raccogliere fondi, certo, ma anche a presentare le istanze di una componente importante della società, quel Terzo Settore che dovrebbe essere sempre il primo ma che, alla fine, rimane sempre l’ultima ruota del carro. Non fatevi trovare impreparati.

Festival del Fundraising, si parte?

Direi di sì! Io ho messo nella valigia un paio di orecchini enormi, e la piastra per farmi i capelli frisé, in perfetto stile anni ’80. Sono carica, anche se mi dispiace non rivedere parecchi amici che quest’anno salteranno il Festival, e sono motivata a fare di questi tre giorni la carica che mi permetterà di arrivare incolume almeno fino alla prossima campagna di Natale. Mi fa sempre piacere fare due chiacchiere, e anche se non ho ancora avuto tempo di installare Slack mi trovate in giro!

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