Tre lettere per raccogliere fondi: lavori in corso

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Lettere per raccogliere fondi: questo l’argomento di cui ho parlato lo scorso 22 ottobre al bellissimo corso sul fundraising organizzato da Fondazione CRT e Fondazione Fondo Ricerca Talenti.

Abbiamo parlato di dati, costi e creatività, con un’occhio ai tempi delle poste e un altro allo storytelling, sempre più necessario per scrivere una lettera che sia veramente efficace. Come sempre, trasmettere a qualcuno le competenze acquisite sul campo è una sfida dall’esito sconosciuto, perché bisogna fare i conti con il contesto di riferimento di ogni realtà, il background culturale e sociale in cui si muove ognuno e mille altre sfaccettature. Devo dire però che questa classe in particolare è stata davvero ricettiva! Qui vi propongo le tre lettere finaliste dell’esercitazione che abbiamo fatto alla fine della lezione. Divisi in gruppi di 3-4 persone, i partecipanti hanno elaborato una vera e propria lettera per raccogliere fondi, e me l’hanno spedita a casa. Avevano a disposizione dei pennarelli e qualcuno aveva con sé del materiale informativo della propria ONP, ma il lavoro che hanno fatto in un’ora è stato interessante sopratutto dal punto di vista della riflessione, e i risultati – lo vedrete – sono tutt’altro che improvvisati!

Lettere per raccogliere fondi: curiosità

lettere per raccogliere fondi aitfL’Associazione Italiana Trapiantati di Fegato è una Onlus che esiste dal 1988. Se andate a vedere il sito web vi renderete subito conto che loro, come tante altre realtà, fanno parte di quelle ONP che lavorano tantissimo ma comunicano ancora poco, privilegiando una comunicazione tutto sommato istituzionale. Ecco perché sono rimasta molto colpita dall’intestazione della busta! “Hai il fegato di aprirmi?” – mi chiedono – e anche se il gioco di parole può sembrare scontato, di fatto sono riusciti a rompere il ghiaccio. Nonostante la tematica difficile che affrontano (il trapianto di fegato in primis) ho aperto la lettera. Una lettera scritta benissimo, appassionata: la testimonianza di un ricercatore che invitava a donare 50 euro e sostenere così 480 minuti di ricerca. L’unico neo: la mancata integrazione con gli altri canali di comunicazione. Una lettera così dovrebbe rimandare ad un sito altrettanto appassionato, coinvolgente. Gli spunti per lavorare bene però ci sono tutti, però, per cui…buon lavoro!

 

Lettere per raccogliere fondi: empatia

uildm1La UILDM (Unione Italiana Lotta alle Distrofie Muscolari) è un’altra onlus che si occupa di tematiche legate alla ricerca e all’assistenza. In questo caso, però, la UILDM ha il volto e la voce di Sebastiano, uno dei partecipanti al corso e membro attivissimo della Onlus. Sebastiano ha capito in pieno l’importanza di parlare in prima persona, e non si è tirato indietro davanti al foglio bianco. Senza cadere nel sentimentalismo, senza puntare sulla sofferenza o sul senso di colpa, lui (e il suo gruppo) hanno fatto una cosa semplicissima: ci hanno messo la faccia!

E hanno aggiunto la concretezza della richiesta: vogliono costruire un’area attrezzata per la diagnostica e le visite, specializzata per persone con disturbi neuromuscolari. L’impressione che trasmettono è quella di una Onlus preparata, competente, e pronta a far parlare i propri assistiti. Una bella sensazione di concretezza, che invita alla donazione. Bravi!

 

Lettere per raccogliere fondi: i ricordi

“Cara Federica, ti ricordi quanto sei diventata mamma e hai portato il tuo bambino a casa per la prima volta?”

Questo è l’incipit della lettera dell’Associazione Ulaop, che si è aggiudicata giustamente il primo posto in questa mini-competizione. Io non ho figli, ma nell’esercitazione avevo chiesto di immaginare a chi stavano mandando la lettera: secondo il loro database avrei dovuto essere una donna sui 40 anni, con figli. Ora, è evidente che un incipit così spalanca le porte dei ricordi, e crea subito una dimensione di coinvolgimento affettivo che invita alla donazione immediata – il bambino che ora ha bisogno potrebbe essere il mio, e nessun bambino merita di patire il freddo, o la fame. Il gruppo ha dimostrato inoltre di aver ben capito come strutturare una lettera per raccogliere fondi: nonostante il pochissimo tempo a disposizione dalla loro lettera traspare la concretezza dei progetti che portano avanti e la cura per il donatore. Particolarmente apprezzato il gadget, dal valore veramente simbolico: due pupazzetti di carta da vestire con gli abiti ritagliabili. Un pensiero che forse ora è poco di moda, poco tecnologico, ma dalla forte carica emotiva – il senso è  “vestili con la carta ma poi vestili per davvero con una donazione!”.

Per concludere: scrivere una lettera di raccolta fondi non è un lavoro da fare in un’ora, con una scatola di pennarelli. Ci vuole un buon database, un’ottima profilazione e un ragionamento importante sul tipo di messaggio che vogliamo mandare. Tuttavia, anche con i pochi mezzi a disposizione, ci sono stati spunti importanti, che meritavano di essere condivisi qui: bravi ragazzi, e buona continuazione del percorso!

ulaop

 

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