Fundraising Day 2017: tornano le pagelle!

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Fundraising Day: di sicuro rimane uno di quegli appuntamenti a cui tutti i fundraiser d’Italia dovrebbero andare. Perchè? Te lo ricordiamo qui!

Noi di RaccontaFondi abbiamo partecipato, anche se in versione veramente ristretta quest’anno, e una volta tornate a casa abbiamo pensato che non poteva mancare l’ormai consueta pagella. Pronti? Via ai voti!

Fundraising Day: le pagelle

Apertura e chiusura dei lavori: quello che differenzia il Fundraising Day dal Festival, oltre alla minor durata, è anche la mancanza di un momento di apertura e commiato della giornata. Ormai anche questo evento sta raggiungendo numeri da capogiro (più di 600 quest’anno!) ma ci manca sempre quel momento più “emozionale” in grado di darti la carica prima di iniziare le sessioni e di portarti a casa un sentimento di appartenenza forte e chiaro. Ormai siamo abituati allo stile informale e più “fast”, ma speriamo che prima o poi ci sia anche qui il tempo e lo spazio per una plenaria!  Voto: 7/8. Avanti!

Volontari e staff: Continuano ad essere loro il vero cuore pulsante della giornata. Quest’anno erano davvero tanti, compresa una mini fundraiser figlia d’arte, o forse spiccavano di più per via della maglietta rossa? Preparati, presenti, sempre disponibili a rispondere ad ogni esigenza. EFundraising Day cosa dire dello staff? Senza di loro non ci sarebbe il Fundraising Day, quindi ancora una volta, come già al festival, la loro presenza si conferma insostituibile. Voto: 10. Preziosi.

Scelta del tema: Ormai è l’ossessione di tutti i fundraiser, come a dire “se non sei online non esisti”, se non sai leggere i dati di insights di Facebook non hai speranze e se pensi che la SEO sia una marca di automobili, meglio che ti dai una mossa.

Verità o esagerazione? Abbiamo apprezzato la scelta del tema, anche se dobbiamo far notare che anche la prima edizione era stata dedicata allo stesso argomento, e sarebbe stato forse più originale approfondire altri aspetti ugualmente importanti. Ma si sa, il digital rimane speso il tallone d’Achille di molte organizzazioni, specie quelle di piccole dimensioni e quindi risulta fondamentale dedicargli sempre più spazio, utilizzando una giornata intera di riflessione.

Sito, blog, Facebook, Twitter, Instagram, DEM, SEO… ce n’è sempre una nuova da imparare e provare a mettere in pratica. Forse una giornata è troppo poca per affrontare tutti gli argomenti, ma gli spunti ci sono stati, anche per le piccole ONP. Una proposta per il futuro: perché non dividere le sessioni in “principianti” e “avanzati”, in modo da orientare ulteriormente chi deve scegliere le sessioni? Aspettiamo con curiosità il tema del 2018 e per il momento assegniamo un 7+.  Osate!

Relatori: Anche quest’anno il Fundraising day ha potuto contare su relatori d’eccezione, grandi big del mondo del fundraising e su tanti nuovi nomi, tutti preparati e grintosi. Per quello che abbiamo visto e sentito, possiamo dire che sono stati tutti molto interessanti e gli spunti pratici non sono mancati, anche se nel digital – così come in tanti altri campi del fundraising – il rischio di assistere ad una sessione di una grande realtà non profit è sempre lo stesso: cioè che, al di là della strategia ben presentata, manchi il terreno di confronto con chi quotidianamente si trova a lavorare con piccole o medie realtà. Se il meccanismo di storytelling può essere replicato, così come i percorsi ad ostacoli e i numerosi fallimenti raccontati da alcuni ci fanno tirare un sospiro di sollievo e sentire meno frustrati, tuttavia i grandi numeri di Analytics, Google Grants, e i test di direct mail hanno difficoltà a calarsi nelle piccole realtà e la distanza continua a sentirsi… Sarebbe forse stato interessante chiedere a un social media strategist che lavora in una piccola ONP (e che magari ne è anche fundraiser!) come riesce a creare engagement, buzz e lead – tanto per parlare digitalese – usando gli stessi strumenti delle Big ma con meno risorse, temp22555140_10154873183861776_8653908721074055635_no e ovviamente soldi. Voto 7 e mezzo. Belli, bravi e un po’ avvantaggiati.

Organizzazione: Ineccepibili su aule, capienza, video e audio, accoglienza. Purtroppo i tempi rimangono serrati, 45 minuti per mangiare e per incontrare qualche vecchio amico o collega rimangono sempre pochi, soprattutto se uno dei motivi principali per cui si partecipa a giornate come questa è la possibilità di fare networking. Certo, non possiamo aspettarci i numerosi momenti “ludici” che solo il Festival riserva, ma forse si potrebbe finire più tardi (alle 18?) e lasciare mezz’ora in più per il pranzo? Voto: 8. Di corsa!

Sponsor:  Ci sono stati notevoli miglioramenti su questo fronte, dato che quest’anno quasi tutti gli sponsor hanno tenuto una sessione. Non ne abbiamo seguita nessuna purtroppo, il tempo è troppo poco e bisogna fare molte rinunce, quindi il rischio è che, tolta quella, gli sponsor con uno stand continuino a rimanere un po’ invisibili all’interno del caotico atrio dell’Università, sacrificati tra fundraiser che corrono da un’Aula all’altra, fanno due chiacchiere o si concedono un caffè alle macchinette. I tempi tra una sessione e l’altra sono strettissimi, ci chiediamo quindi se davvero qualcuno abbia avuto tempo di fermarsi ad uno dei banchetti presenti.  Voto: 7 e mezzo. Coinvolti.

Partecipa22528138_10154868614666776_1394843634642878726_nnti: entusiasti, dinamici, pronti a prendere appunti, fare domande e confrontarsi davanti alla macchinetta del caffè. I fundraiser si confermano persone che vogliono aggiornarsi, fare rete, partecipare e portarsi a casa utili spunti e ispirazioni concrete per il loro lavoro. Peccato non aver potuto salutare tutti, ma il tempo è stato davvero poco. Un unico desiderio: che la strategia e la pianificazione non cancellino mai la passione e la “vocazione” che ha portano la gran parte di noi a scegliere questa professione. Voto: 9. Insuperabili.

In conclusione questa terza edizione del Fundraising Day si porta a casa la certezza di continuare sulla strada giusta, sia per la qualità degli interventi sia nel rispondere al desiderio dei fundraiser di incontrarsi e confrontarsi tra loro. Il prezzo ancora contenuto ha reso possibile una partecipazione ancora più consistente di colleghi, studenti del Master e quest’anno anche studenti dell’Unibo. Tutti hanno avuto l’opportunità di partecipare a una giornata unica e tornare alle proprie realtà dopo gli incontri, gli stimoli e le ispirazioni delle ore passate insieme. Questa giornata rimane un appuntamento per cui non possiamo che ringraziare il prof. Melandri e tutto il suo staff! Ci rivediamo nell’edizione del Fundraising Day 2018!

 

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